Etimologia: dal latino nefastus, da nefas "violazione della legge divina", composto da ne, "non", e da fas, "il giusto, l'onesto".

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Foto di Victor Moragriega da Pexels
Capii subito che non c'era altro modo di uscire da quell'assurda situazione, se non spiegando tutto a Marta. Ma prima era necessario impedirle di fare qualcosa di nefasto come far arrabbiare la soffitta.
– Non puoi rifiutarlo – le dissi, con le mani in tasca per evitare che lei mi mollasse la scatola del puzzle che mi stava tendendo. – È un regalo. Come ti sentiresti se qualcuno ti dicesse di riprenderti un regalo?
– Pensi che m'interessi qualcosa di offenderti? – sbottò Marta, con quell'inflessione perfida che aveva ogni tanto a scuola.
– Non me – precisai. – La soffitta.
Marta mi fissò come se fossi pazza.
Sospirai. – Lo so che non è facile da credere, ma... la soffitta è magica.
Non era il modo in cui l'avremmo definita noi. Noi dicevamo che era viva. Ma "magica" era un aggettivo abbastanza calzante, data la situazione.
– Pensaci, lo hai visto anche tu. Quel posto sembra infinito. E ha regole tutte sue, e tutte le cose perdute finiscono lassù, e... vieni con me.
Il modo migliore di dimostrarle che quel che dicevo era vero era di farle vedere la porta della soffitta. Una porta che cambiava a seconda dell'umore di quel luogo vivo e senza confini.
La presi per una manica e la trascinai in corridoio. Quando mi fermai di fronte alla porta delle scale, che era diventata vecchia e scrostata come se il piano di sopra fosse in disuso da tempo, pensai che Marta non avrebbe più potuto obiettare. Ma lei mi sorprese scoppiando a ridere.
– Oh, ma guarda, siete arrivati persino a cambiare la porta, e tutto per uno stupido scherzo!
Marta fece per afferrare la maniglia; con uno scatto la bloccai e la spinsi contro una parete. – Sei pazza? Ha fame, ti mangerà viva se vai lassù adesso!
Lei non lo sapeva, ma quella porta era il più nefasto dei segnali. E il peggio era che non avrebbe dovuto essere già a quel punto: avevamo nutrito la soffitta con il solito vecchio ciarpame da meno di una settimana.
Era stata la consegna di quel puzzle che ne aveva esaurito le forze?
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